
Windows 12: le nuove funzioni di sicurezza che interessano le aziende
15 Luglio 2026
Insider threat: il rischio informatico che viene dall’interno
17 Luglio 2026Scegliere la miglior VPN per aziende nel 2026 è diventata una priorità per qualsiasi organizzazione che gestisce dipendenti in smart working o in mobilità. Con l’aumento degli attacchi informatici e la crescente dipendenza da connessioni remote, affidarsi a una VPN professionale non è più un’opzione: è una misura di sicurezza fondamentale per proteggere dati sensibili, garantire la continuità operativa e rispettare le normative vigenti sulla privacy.
Perché le aziende non possono fare a meno di una VPN nel 2026?
Il panorama delle minacce informatiche è in costante evoluzione. Secondo il Rapporto Clusit 2024, in Italia gli attacchi cyber gravi sono aumentati del 65% nell’ultimo biennio, con le PMI tra i bersagli più colpiti proprio a causa di infrastrutture di sicurezza inadeguate. Il lavoro da remoto ha ampliato enormemente la superficie di attacco: ogni dipendente che si connette da casa o da una rete pubblica senza protezione rappresenta una potenziale vulnerabilità per l’intera infrastruttura aziendale.
Una VPN aziendale (Virtual Private Network) crea un tunnel crittografato tra il dispositivo del dipendente e la rete aziendale, rendendo illeggibili i dati in transito anche in caso di intercettazione. Questo si traduce in protezione concreta contro attacchi man-in-the-middle, furti di credenziali e accessi non autorizzati a sistemi critici.
Le migliori VPN per aziende nel 2026: confronto tra le soluzioni principali
Non tutte le VPN sono progettate per l’uso enterprise. Le soluzioni consumer offrono funzionalità limitate in termini di gestione centralizzata, scalabilità e integrazione con l’infrastruttura IT esistente. Di seguito le piattaforme più adatte al contesto aziendale, valutate per sicurezza, affidabilità e facilità di gestione.
Cisco AnyConnect (ora Cisco Secure Client)
Cisco Secure Client è uno degli standard de facto per le grandi aziende e per le PMI con infrastrutture Cisco già in uso. Offre crittografia AES-256, autenticazione multifattore integrata e compatibilità con i principali sistemi di gestione delle identità (Active Directory, LDAP). La console di amministrazione centralizzata permette di gestire migliaia di endpoint in modo efficiente.
Fortinet FortiClient VPN
FortiClient si distingue per l’integrazione nativa con l’ecosistema Fortinet, inclusi i firewall FortiGate. È una scelta eccellente per le PMI che cercano una soluzione di sicurezza unificata. Supporta SSL VPN e IPsec, offre funzionalità di endpoint security e si integra con il framework Zero Trust Network Access (ZTNA), sempre più rilevante nel 2026.
NordLayer (ex NordVPN Teams)
NordLayer è pensato specificamente per le aziende di medie dimensioni che necessitano di una soluzione cloud-first, senza dover gestire hardware dedicato. Offre gateway dedicati, segmentazione della rete, autenticazione SSO e un pannello di controllo intuitivo. È particolarmente adatto a team distribuiti e ambienti ibridi.
Perimeter 81 (ora Check Point Harmony SASE)
La piattaforma, ora integrata nell’offerta Check Point, propone un approccio SASE (Secure Access Service Edge) che combina VPN, firewall cloud e controllo degli accessi in un’unica soluzione gestita. È ideale per aziende che adottano un modello di lavoro distribuito e necessitano di visibilità completa sul traffico di rete.
Criteri di scelta: cosa valutare prima di adottare una VPN aziendale
La scelta della soluzione giusta dipende da diversi fattori tecnici e organizzativi. Prima di procedere con l’implementazione, è fondamentale analizzare:
- Numero di utenti e scalabilità: la soluzione deve crescere con l’azienda senza richiedere sostituzioni costose nel breve termine.
- Compatibilità con l’infrastruttura esistente: integrazioni con Active Directory, sistemi MFA già in uso e firewall presenti in azienda.
- Protocolli di crittografia supportati: preferire soluzioni che supportano OpenVPN, WireGuard o IKEv2/IPsec con chiavi a 256 bit.
- Gestione centralizzata: la possibilità di aggiungere, rimuovere o limitare l’accesso degli utenti da una console unica è essenziale per i team IT.
- Conformità normativa: verificare la compatibilità con i requisiti GDPR e, in settori specifici, con normative come ISO 27001 o NIS2.
- Split tunneling: la funzione che permette di instradare solo il traffico aziendale attraverso la VPN, riducendo il carico sulla rete.
VPN e approccio Zero Trust: il futuro della sicurezza aziendale
Nel 2026, le VPN tradizionali stanno evolvendo verso modelli Zero Trust Network Access (ZTNA). A differenza del modello VPN classico, che concede accesso all’intera rete una volta autenticato, il ZTNA verifica continuamente identità e contesto di ogni richiesta di accesso, limitando i privilegi al minimo necessario. Questo approccio riduce drasticamente il rischio di movimenti laterali in caso di compromissione di un account.
Per le PMI milanesi e italiane, affidarsi a una configurazione reti internet professionale è il primo passo per implementare correttamente queste tecnologie, evitando configurazioni errate che potrebbero vanificare l’intera architettura di sicurezza.
Implementazione e gestione: non solo uno strumento, ma un processo
Installare una VPN aziendale senza una strategia di gestione è uno degli errori più comuni. Le problematiche più frequenti includono: certificati scaduti non rinnovati, aggiornamenti del client non distribuiti agli endpoint, politiche di accesso troppo permissive e mancanza di log per l’analisi degli incidenti. Una corretta implementazione richiede competenze specifiche e un monitoraggio continuativo.
Per le aziende che non dispongono di un team IT interno strutturato, ricorrere a una assistenza informatica per aziende specializzata garantisce un’implementazione corretta, aggiornamenti regolari e un supporto tempestivo in caso di problemi. La consulenza informatica professionale fa la differenza tra una rete protetta e una che offre solo un’illusione di sicurezza.
Conclusioni
La scelta della miglior VPN per aziende nel 2026 dipende dalle dimensioni dell’organizzazione, dall’infrastruttura esistente e dal modello di lavoro adottato. Soluzioni come Cisco Secure Client, FortiClient, NordLayer e Check Point Harmony SASE rappresentano oggi le opzioni più solide per garantire sicurezza, conformità e produttività nel lavoro remoto. La VPN, tuttavia, è solo uno degli strati di una strategia di sicurezza informatica completa: deve essere affiancata da autenticazione multifattore, policy di accesso granulari e un monitoraggio costante dell’infrastruttura per essere davvero efficace.





